Approfondimenti

Feng Shui, Spazio e Tempo – 2

di Stefan Vettori

 

Spazio, arredi ed estetica nel Feng Shui

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Feng Shui Spazio Tempo 2Spazio e tempo nel Feng Shui

Nell’articolo precedente abbiamo parlato della necessità – per l’organismo dell’essere umano – di un punto di riferimento da cui partire, per quanto riguarda la percezione dell’esterno da sé. Quando cerchiamo questo punto di riferimento a livello fisico, stiamo parlando del Feng Shui. La rappresentazione dello spazio/tempo si avvale di due grandi polarità che ci forniscono un termine fisso di riscontro per valutare la nostra posizione. Sono il Cielo e la Terra. La Terra, fissa, stabile, femminile, densa, yin, ci sostiene. Il Cielo, mobile, mutevole, maschile, yang, ci dà l’informazione del tempo, ci stimola, porta il cambiamento. Noi oggi stabiliamo lo scorrere del tempo per lo più usando gli orologi, ma in una situazione naturale, riconosciuta nella nostra eredità genetica, il respiro della natura è dato dai movimenti della volta celeste (ciclo giornaliero, annuale, solare…), che sono legati a molte funzioni ormonali e psicofisiche. Questo è abbastanza ovvio perché l’evoluzione ci ha portato verso una sempre maggiore integrazione tra flussi energetici esterni ed interni, per avere la massima flessibilità ed il miglior potenziale d’adattamento.

Lo spazio-tempo del Feng Shui

I concetti di spazio e tempo sono in relazione, anzi si può dire che lo spazio ed il tempo sono intrinsecamente legati. I movimenti celesti sono legati a direzioni fisse, e una “direzione” indica uno “spazio” rispetto a dove siamo posizionati (per esempio, quando il sole raggiunge il suo apice si trova in direzione sud, a mezzogiorno del TST – tempo solare vero – ed è sempre così). È quindi ovvio che spazio e tempo si confondono, anzi si fondono, perché dire un’ora significherà indicare una direzione o un’area e fare riferimento ad alcune funzioni del corpo (nervose, metaboliche, endocrine, psichiche…) che si attivano o si disattivano in quel momento, e molto di più. Non è un caso che ci si senta più creativi di notte o nella prima mattina (con buona pace di chi posiziona la creatività a ovest…), che la sera ci porti il desiderio di condividere, di appartarci, di riflettere, e la richiesta d’intimità…

Questo è il respiro della natura, il “Respiro del Drago”. Anni di studio sono necessari per percepire ed interiorizzare queste forze. Non a caso, sulla bussola geomantica cinese (Lo Pan), strumento essenziale nel Feng Shui, non si fa alcuna distinzione tra spazio e tempo. La stessa informazione può essere recuperata su più livelli.

feng shui spazio tempo

Lo spazio e gli oggetti

Come si inseriscono gli oggetti in questo discorso? Intendo gli oggetti che abitualmente utilizziamo in casa o al lavoro: arredi, mobili, letti, oggetti estetici, ecc.

Essi contribuiscono a “creare” e “rafforzare” lo spazio. Gli conferiscono una personalità. Essendo scelti da noi, sono un modo di interagire e modificare lo spazio dandogli la nostra “impronta”, in positivo ed in negativo: rinforziamo la nostra rappresentazione con elementi riconoscibili e gradevoli. Non è un mistero che una stessa casa possa piacere ad alcuni e non ad altri; né che un’abitazione possa essere strutturata, arredata e colorata in modi diversi secondo le persone che la abitano. È chiaro che entra in gioco un fattore personale, soggettivo, che riflette la nostra concezione spazio/temporale in senso lato.

Inoltre gli oggetti attivano o bloccano zone e direzioni, configurando così ogni abitazione in modo unico rispetto ai flussi energetici interni ed esterni.

Gli oggetti come ‘creatori dello spazio’

Bisogna precisare che quando parliamo di oggetti, intendiamo arredi o configurazioni di una certa grandezza o imponenza. La nostra attenzione vigile, che fissa il mondo, è attratta da grandi oggetti, o oggetti particolarmente belli o brutti, oppure oggetti particolarmente attraenti. In natura siamo attratti da alberi, rocce, cavità, montagne, laghi, torrenti… non dedichiamo molto tempo invece all’analisi dei sassolini ai nostri piedi, o ai fili d’erba, o ad ogni singola ruga di un tronco. Anche qui l’evoluzione ci ha portato a cogliere velocemente i dettagli essenziali di un quadro d’insieme: le vie di fuga, i blocchi, i punti deboli e forti, i percorsi. Se vogliamo dunque modificare l’abitazione dovremo apportare un intervento di una certa entità: spostare gli elementi d’arredo dominanti, modificare le aree colorate più grandi e così via. Se crediamo di cambiare qualcosa ponendo una piccola tartaruga di pietra dietro il letto, o appendendo un sonaglio colorato, non solo saremo delusi, ma rischiamo di credere a un miglioramento solo per evitare di guardare in faccia la realtà. L’idea di poter cambiare gli aspetti importanti della vita con un impegno minimo, inoltre, è anche sintomo di faciloneria e di una certa inesperienza di vita.

La funzione degli arrediFeng Shui cucina colori

Gli arredi hanno varie funzioni: servono per deviare, modificare o redirezionare i flussi disarmonici; disperdere o bloccare; accogliere e accumulare i flussi positivi, rallentare o accelerare, appesantire o smuovere, ricreare le forme a seconda del bisogno, modificare la qualità yin/yang di una stanza. Fanno questo con i loro colori, le forme, l’impressione tattile, la posizione, la combinazione. Qui entra in gioco l’abilità del praticante e l’aspetto artistico: saper trovare le soluzioni geniali, di facile applicazione ed a poco costo, a volte non è semplice.

Modulare lo spazio

Gli arredi grandi ed imponenti modulano i pieni e i vuoti all’interno di una stanza (così come pilastri aggettanti e grosse travi portanti). Tutte queste funzioni, oltre ad essere studiate, devono essere percepite a livello di sensazioni corporee. Si tratta di stimoli abbastanza semplici da riconoscere, con un allenamento appropriato. Non è difficile, ad esempio, percepire la perturbazione apportata da un grande armadio in una camera, secondo la posizione del letto. Se non si ha la percezione diretta, le “regole” potranno aiutare fino ad un certo punto, ma appena la situazione si complica, non si è più in grado di determinare gli aspetti essenziali della situazione.

Il Feng Shui coniuga un aspetto teorico di classificazione delle qualità dell’energia, o informazione, con la pratica diretta della percezione. I due aspetti, yin-yang, non possono essere separati, altrimenti si avrà una visione parziale della situazione.

La magia del Feng Shui

In certi casi, un intervento di Feng Shui ha “effetti magici“. Le cose si sbloccano improvvisamente; la vita della persona fiorisce. Tutti gli esperti di Feng Shui hanno provato prima o poi un’esperienza di questo tipo, e spesso si sono chiesti: come ho fatto?

La risposta è molto semplice: si sono affidati alla loro componente animale profonda, che è l’unica in grado di portarli allo stato di consapevolezza prima-del-tempo-e-dello-spazio. Poiché però spesso questo avviene inconsapevolmente, l’esperto non è in grado di spiegare come ha fatto né di reiterare l’esperienza.

Anche la spiegazione è semplice: se possiamo agire “da dentro” sulla tessitura della realtà spazio-temporale, a volte è possibile individuare un punto chiave (una zona, una conformazione o un oggetto) che è la base della percezione dell’intero edificio o del luogo che si analizza. È il “punto di riferimento”, il punto di partenza della percezione. Chiaro quindi che agendo sul punto di riferimento, la percezione dell’intero viene modificata nel suo complesso. Con una piccola leva, si può spostare il mondo… Questo è il livello più alto della pratica del Feng Shui.

Non sempre è possibile fare questo, vuoi perché a volte il punto di riferimento non è il problema, vuoi perché a volte l’esperto non si trova nella giusta condizione di consapevolezza. Ma quando è possibile, ce ne accorgiamo subito: la differenza è troppo grande per non essere notata!

Estetica, essenziale nel Feng Shui

L’estetica, il “bello” ed il “brutto”, sono espressione diretta dell’animale profondo dentro di noi, che gradisce ambienti di un certo tipo e ne evita altri. Spesso questo succede “senza motivo”; alcuni dicono “a sensazione”. Questa sensazione è preziosa, ed è personale, perché ognuno di noi ha bisogno di cose diverse, in momenti differenti della vita. È una conoscenza silenziosa, inspiegabile. Anzi spesso è irritante sentirsi chiedere “spiegami perché non ti piace”. La risposta giusta da dare in questi casi sarebbe: “come fai a non capire che se cerco di spiegarti perché non mi piace, non sono in grado di spiegarti perché non mi piace?”.

Ricordate: la conoscenza mentale uccide la conoscenza del corpo. E siccome siamo stati addomesticati a usare quasi solo la conoscenza mentale, e abbiamo ricevuto apprezzamento solo quando lo dimostravamo, abbiamo piano piano dimenticato l’altra parte di noi, la parte yin.

Feng Shui spirituale OuroborosL’estetica è l’espressione perfetta della “pancia”

Non si deve mai fare un intervento di Feng Shui che sia sgradevole, solo perché le “regole” dicono che deve essere fatto così. Anche insistere nell’analizzare la sensazione di sgradevolezza è inutile, anzi dannoso perché destrutturante nei confronti della nostra parte animale profonda, che richiede una piena fiducia per funzionare al meglio.

Non a caso, chi fa fatica a sentire alcune sensazioni è spesso una persona con molti limiti e poca fiducia nelle proprie capacità, oppure vive in un mondo mentale – ma ne è del tutto inconsapevole. Inoltre, “dover” motivare la sensazione, “dover” spiegare “perché una cosa piace”, secondo il modello scolastico classico, è la peggior cosa da farsi. Significa inquinare la purezza di una percezione diretta, imponendo un’interpretazione forzata. Significa negare fiducia al nostro Io-animale.

Tira un respiro di sollievo, una cosa è bella se ti piace. Punto. Non c’è bisogno di dire – anzi pardon – fare, altro.

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Informazioni sull'autore

Stefan Vettori

Stefan Vettori

Penso che il mio viaggio nel Feng Shui sia iniziato quando, da piccolo, mi sono chiesto: ma perché le città sono tanto brutte? Possibile che non facciano stare male nessun altro oltre a me? Possibile che nessuno preferisca forme e colori più gradevoli, più morbidi?

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