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La casa ideale è come il partner ideale

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Consulenza Feng Shui TorinoAvete mai letto uno di quegli articoli in cui dei ricercatori tentano di identificare le caratteristiche fisiche e psicologiche che rendono “universalmente” più attraente una persona come potenziale partner?
Vengono elencate caratteristiche come l’altezza, il rapporto vita-fianchi (vita-spalle negli uomini), l’età, la simmetria, le proporzioni fra gli elementi del viso, la lucentezza di occhi e capelli…il tutto corredato da varie ipotesi sul perché proprio certi tratti risultino più attraenti in una data cultura ed epoca, o perfino attraverso culture ed epoche diverse.
Generalmente, si tratta di vantaggi evolutivi o sociali, del fatto che queste caratteristiche denotano buona salute, fertilità, buoni geni, la possibilità di difendere o nutrire la prole…insomma, le preferenze nella scelta del partner fanno capo agli istinti di base, sopravvivenza e riproduzione, esattamente come negli altri animali. Il che di per sé non sorprende.
Quello che invece può sorprendere, anche perché se ne parla molto meno, è che la scelta dell’abitazione – l’equivalente umano della tana – è anch’essa influenzata dagli stessi istinti. E il Feng Shui ha molto da dirci su questo.

Possiamo infatti elencare caratteristiche “universalmente” attraenti nelle abitazioni.

Così come possiamo dire che in generale troviamo i capelli morbidi e lucenti più attraenti di quelli sfibrati e opachi possiamo anche dire, ad esempio, che…

  • tutti preferiamo un “quartiere-giardino” a una distesa di asfalto arida e puzzolente
  • tutti preferiamo una casa che riceve una buona luce naturale a un seminterrato o simili, soprattutto se passiamo molto tempo in casa
  • tutti preferiamo, se ne abbiamo la possibilità, tenere divise le funzioni attive da quelle più passive (per esempio evitiamo di avere letto e tavolo da studio nella stessa stanza)

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Qui non si tratta delle “regole” del Feng Shui che trovate su molti manuali.

L’idea che nel Feng Shui esistano regole assolute, – seguendo le quali otteniamo una “casa armoniosa” – deriva da un’interpretazione scorretta di un’usanza cinese, quella di riassumere conoscenze complesse in brevi detti o proverbi. E poi, certo, le presunte “regole Feng Shui” prontamente applicabili sono molto più facili da comunicare rispetto ai principi più profondi, che necessitano di spiegazioni dettagliate…

Qui si tratta invece di caratteristiche che la nostra parte animale ci fa percepire come preferibili, in quanto più adatte a sostenere la vita.
Preferiamo scenari naturali e aree verdi a quelle dall’aspetto sterile perché il corpo sente che è più facile trovarvi cibo e acqua.
Preferiamo ambienti ben illuminati perché l’homo sapiens è un mammifero diurno, e la mancanza di luce prolungata può provocare squilibri ormonali causando seri problemi.
Preferiamo tenere separate le funzioni attive e passive perché i messaggi ambientali che predispongono l’organismo al riposo sono fisicamente antitetici a quelli che lo predispongono all’attività: accorpando le funzioni, una delle due – o entrambe! – vengono penalizzate, riducendo le prestazioni dell’organismo.

Potremmo protrarre questo elenco a lungo, ma ci siamo capiti.
Ora, stabilito che vi sono caratteristiche ambientali favorevoli a tutta la specie umana, viene naturale pensare che se potessimo trovare o costruire un’abitazione che le riunisce tutte, avremmo creato “la casa ideale”, la perfetta “casa Feng Shui”. Ma è davvero così?

Non proprio.

Torniamo alla scelta del partner.

Anche in questo caso, potremmo pensare che una persona che unisce in sé tutte le caratteristiche universalmente percepite come attraenti risulterebbe un partner ideale. Se potessimo creare un individuo con le migliori proporzioni anatomiche e facciali, tutti i segni della perfetta salute, fertilità, eccetera, apparirebbe come la donna o l’uomo “perfetto”, e risulterebbe quindi estremamente attraente, no?
Pensavo che fosse facile trovare in rete una simulazione o almeno una descrizione completa di questi supremi campioni di sex appeal, e invece no, non lo è. Però ho trovato qualcosa di simile. Guardate questa immagine: rappresenta la progressiva mediazione fra tratti somatici di sedici diverse celebrità femminili, famose anche o soprattutto per la loro bellezza.

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Come vedete, più si scende verso il risultato finale, più i volti appaiono vicini a una sorta di “canone” ideale.

Ma succede anche un’altra cosa: i visi perdono progressivamente in personalità, fino al punto che quello in fondo all’immagine appare perfetto, immacolato, e terribilmente noioso. Chiedete a un uomo di indicare quale di questi volti trova più attraente, e invariabilmente mostrerà di preferire una delle donne reali in cima all’immagine rispetto al “manichino” in fondo. Anzi, veramente è probabile che tutte le donne reali gli appaiano più attraenti del manichino, che verrà descritto come piatto, impersonale, noioso. Il viso “perfetto”, insomma, appare poco interessante.

Ma perché dovrebbe apparire poco interessante?

Non sono sicuro che se creassimo in laboratorio la lupa o la leonessa “perfetta” i maschi della specie la disdegnerebbero a favore di femmine più imperfette. Anzi, se dovessi scommettere, direi che nel resto del regno animale la somma delle caratteristiche ideali in un partner sessuale risulterebbe invece molto attraente.

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Perché le cose funzionano diversamente per gli esseri umani?

Forse perché, pur avendo una matrice biologica comune, gli individui della specie umana raggiungono una differenziazione psicofisica molto più ampia rispetto ad altre specie, specialmente sul piano psicologico.
Stando a quanto ci appare, le formiche si differenziano tra loro molto meno dei lupi, e i lupi si differenziano tra loro molto meno degli esseri umani. E a quanto pare, questa maggiore differenziazione si estende ai bisogni che cerchiamo di soddisfare attraverso una relazione sessuale-affettiva: quando cerchiamo un partner, non è sufficiente che appaia adatto alla propagazione della specie. Per noi umani, un partner appare tanto più desiderabile quanto più appare “giusto” per noi in modo specifico, individuale.
Le ipotesi sui meccanismi alla base di questa sensazione di appropriatezza riempiono intere biblioteche ma, quale che sia il motivo, il fatto puro e semplice è che certe persone ci risultano molto più attraenti di altre a dispetto del fatto che un esame obiettivo le troverebbe equivalenti in termini di caratteristiche “favorevoli” alla riproduzione della specie. Di più: potremmo perfino preferire quella con la media più bassa in tali caratteristiche. A volte capita, infatti, che siamo attratti precisamente da quelle caratteristiche che altri considerano difetti.
Di nuovo, dubito che questo possa accadere tra animali, per esempio tra lupi e orsi.

Allo stesso modo, dubito che un orso potrebbe rifiutare o ignorare un luogo che a un altro membro della stessa specie appare ideale per crearvi la sua tana.

Eppure,  questo è esattamente quello che da anni vedo succedere con gli esseri umani.

Ho visto persone mostrarsi tiepide di fronte a case con un’ottima “media” di caratteristiche universalmente favorevoli, e poi innamorarsi di case che altri non vorrebbero neppure vedere da dentro. E penso che la ragione sia la stessa per la quale spesso preferiamo individui apparentemente “difettosi” come partner: la nostra complessità umana ci fa sentire il bisogno di uno spazio che corrisponda alla nostra specifica, personale costituzione psicofisica.

Se potessimo progettare una “casa ideale” basandoci esclusivamente sulle caratteristiche universalmente favorevoli, senza conferirle alcun tratto particolare, è probabile che il risultato sarebbe l’equivalente di un anonimo manichino. Una casa perfetta, ma così perfetta, che risulterebbe non solo introvabile nel mondo reale, ma paradossalmente poco attraente rispetto a quelle imperfette, proprio come la donna “normativa” della foto.

Le caratteristiche favorevoli in senso generico non bastano a rendere ideale un’abitazione.

È vero che se sono presenti, risulteranno favorevoli pressoché a tutti, ma è anche vero che una casa può possedere tutte queste qualità, e risultare comunque inadatta ai suoi particolari abitanti. Viceversa, una casa può avere un “punteggio” non eccelso in quanto a vivibilità universale, eppure dare ottimi risultati a determinati individui, dando vita all’equivalente di un matrimonio ben riuscito, proprio come due persone che si distanziano molto dall’ideale statistico possono benissimo essere felici insieme.

Per fortuna, i meccanismi della corrispondenza tra persona e casa sono un po’ meno misteriosi di quelli tra persona e persona. Almeno dal punto di vista di un esperto di Feng Shui; forse il consulente di una agenzia matrimoniale la vedrebbe in modo diverso…

I principi del Feng Shui rendono possibile prevedere con notevole accuratezza gli effetti a lungo termine di un’abitazione su persone di un certo tipo. Perciò, è possibile valutare anche il grado di compatibilità tra un’abitazione ed una persona. E prima che me lo chiediate, sì, il Feng Shui permette anche di costruire un’abitazione “su misura”, come un vestito di sartoria, almeno in teoria; in pratica, i limiti economici e legali lo rendono un progetto alla portata di pochi, ma questa è un’altra storia…

Il punto che voglio porre qui è un altro: probabilmente ci sono luoghi che qualsiasi formica troverebbe perfetti per un formicaio, o qualsiasi lupo per la sua tana. Ma noi non siamo né formiche né lupi. Siamo esseri altamente individualizzati, e le abitazioni che ci daranno la massima soddisfazione e sostegno sono quelle che corrispondono in modo profondo ai nostri bisogni specifici, personali.
Perciò, anche quando lavoriamo sul Feng Shui di una situazione preesistente, dobbiamo tenere conto delle specifiche caratteristiche psicofisiche degli abitanti, della loro storia, la loro esperienza, i loro obiettivi, la fase della vita in cui si trovano. Il Feng Shui non è una collezione di ricette da applicare in modo automatico, o una serie di caratteristiche standard da spuntare dall’elenco. Il Feng Shui è un’arte complessa che per essere padroneggiata richiede studio ed esercizio. Le norme universali sono interessanti e utili come punto di riferimento, ma non non dobbiamo sperare che risolvano ogni caso particolare. Solo la comprensione corretta dei principi rivelerà di volta in volta la soluzione più corretta nel caso specifico.
E che esista o meno il partner o la casa ideale nel vostro destino, sono il partner e la casa ideale per voi.

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Stefan Vettori

Stefan Vettori

Penso che il mio viaggio nel Feng Shui sia iniziato quando, da piccolo, mi sono chiesto: ma perché le città sono tanto brutte? Possibile che non facciano stare male nessun altro oltre a me? Possibile che nessuno preferisca forme e colori più gradevoli, più morbidi?

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