Decluttering

Con le mani piene non si prende niente

Mani tengono dei sassi scuri

Articolo offerto dal sito Decluttering Efficace – vai all’articolo originale

Da bambino amavo raccogliere pietre dalla forma e colore particolari. O almeno, che sembravano particolari a me. Sai come sono i bambini, si stupiscono di tutto. Ci sono anche dei grandi che amano raccogliere pietre particolari, le pietre possono essere oggetti molto affascinanti…tu però immagina un bambino, che durante una passeggiata sul greto di un fiume procede con gli occhi puntati verso il basso, esaminando intento il terreno per individuare i sassi più magici. Cedendo alle sue insistenze, qualche adulto gli ha finalmente detto che, sì, non si può escludere che sul fiume si trovino anche dei veri e propri cristalli…e ora il bambino ci spera, la sua mente è fissa sul cristallo e i suoi occhi sul terreno pietroso.

Il gruppo arriva al punto più lontano della passeggiata; è ora di girare indietro e tornare. Adesso siamo a metà del viaggio, e ancora niente cristalli! Il bambino ci aveva fatto la voglia, ora non può tornare a casa a mani vuote. Così cerca i sassi che più lo colpiscono: non saranno cristalli, ma guarda che strani anelli ha questo, e quello sembra una punta di freccia, e quello ha una venatura di quarzo quasi trasparente. In pochi minuti, le mani del bambino si riempiono di sassi, tanti che deve tenerli stretti al petto per non perderli. Ora non può più muoversi liberamente per infilarsi tra le rocce e rovistare negli angoli più nascosti. Deve stare attento a non perdere i suoi sassi. Passa vicino a un masso che nasconde una piccola insenatura pietrosa molto allettante…già, si era ripromesso di esplorarla sulla via del ritorno. Ma come fare con tutte quelle pietre in mano?

Così rinuncia, e passa oltre. Non può sapere che, quella mattina, un’altra escursionista aveva perso proprio dietro a quella roccia un medaglione di ametista: il pezzo più incredibile che il piccolo mineralista avrebbe mai potuto trovare nella sua carriera. Invece torna a casa con il suo bottino consolatorio, e anche quando, passati pochi giorni, tornano a sembrare sassi qualsiasi, una parte di lui si rifiuta di liberarsene. Sono i sassi della passeggiata dei cristalli! Prima di gettarli, anni dopo, li avrà riguardati diverse volte, mai con gioia, ma sempre con uno strano senso di delusione e malinconia.

Se ti dispiace per quel bambino (che oggi ha una ricca collezione di cristalli da tutto il mondo, e li osserva spesso con piacere), dovresti rivolgere a te stesso quel sentimento. Perché tutti, ormai, ci riempiamo le mani di oggetti senza reale valore che ci impediscono di trovare i veri tesori della vita.

A livello di Feng Shui, gli accumuli disordinati tendono a rallentare i processi, a bloccare le situazioni e offuscare le percezioni. Naturalmente, questo non ci aiuta a migliorare le nostre condizioni di vita e il nostro umore.

Ma il problema è più profondo del semplice effetto di risonanza tra abitazione e persona.

Perché l’abitudine di conservare oggetti che non ci danno nessun vero aiuto o benessere ha una precisa corrispondenza psicologica nel conservare idee e soprattutto emozioni “vecchie”. Idee ed emozioni che ci imprigionano in situazioni di vita insoddisfacenti, mantenute solo per amore di quieto vivere, o per quella che in fondo è pura e semplice sfiducia nella possibilità che la vita cambi in meglio.

Dietro alla conservazione di oggetti non utilizzati, infatti, vi sono spesso due sentimenti gemelli:

1. del domani non ci si può fidare: la privazione e il bisogno sono sempre in agguato
2. il mondo non ci porta mai cose buone in modo spontaneo

Con queste premesse, è evidente che conservare tutti gli oggetti che abbiamo e arroccarci dietro a situazioni familiari è la sola cosa da fare, perfino se la nostra esperienza della vita è deludente e frustrante. Ma quanto c’è di vero in quelle convinzioni?

Non saranno le classiche profezie autoavveranti?

Di solito, questo è il punto dell’articolo in cui, su toni un po’ misticheggianti, parte la tirata esortativa: sorridi alla vita! Smetti di bloccare la prosperità! Lascia fluire “l’energia!”

Va di moda una corrente di pensiero facilona e un po’ new age che insegna ad affidarsi allo spirito benevolo dell’universo con fiducia e gratitudine, ad aprire il cuore e accogliere le benedizioni che sicuramente non tarderanno ad arrivare. Basta crederci!

Io questa te la risparmio.

Posto che nella minestra allungata della new age galleggiano anche profonde verità, personalmente trovo più saggio bilanciare fiducia e gratitudine con una buona dose di realismo e preparazione. Come si dice, spera nel meglio e preparati al peggio.

Tuttavia, è pur vero che anche sfiducia e cautela possono essere irrazionali, eccessive e dannose. Se il bambino della storia non fosse stato così spaventato dalla prospettiva di tornare a casa a mani vuote, avrebbe portato a casa un tesoro, anziché una zavorra.

L’idea più utile che si trova in tutte le correnti del “pensiero positivo” vecchie e nuove è forse quella di portare l’attenzione sulle nostre dinamiche interne, e chiederci se forse non stiamo contribuendo in qualche modo a creare situazioni di scarsità e frustrazione.

Per esempio chiediamoci:

Perché tutta questa ansia di riempirsi le mani?
Perché riempiamo in modo eccessivo il nostro spazio?

Ho una risposta sintetica ma precisa: riempire è la nostra reazione istintiva alla paura del “vuoto”.

Perché paura? Perché il vuoto implica una minaccia.
Il vuoto ci ricorda l’assenza di quel che ci occorre per vivere bene. Ci mette in contatto con la possibilità di restare privi, sprovvisti, inermi. Riaccende la paura atavica di scoprirci incapaci di trovare il necessario, quindi, in ultima analisi, di soccombere.

Da un altro punto di vista, il vuoto comporta anche la possibilità che a riempirlo arrivi qualcosa di sconosciuto, di diverso, di imprevisto. Meglio allora riempirlo di sassi qualsiasi prima che arrivino brutte sorprese…
In fondo, gli accumuli è questo che sono: barricate contro il nuovo che viene dal mondo esterno, contro il fluire della vita che minaccia sempre di portare qualcosa di sgradevole, qualcosa  che non sappiamo come gestire.

Come ho detto, non desidero convincere nessuno che nel vuoto entrino sempre cose buone se uno le aspetta grato e sereno. Non lo penso.

Però penso che se non lasci un “respiro”, di cose buone non ne arrivano di sicuro.

Se erigi una muraglia di oggetti tra te e la vita, ti proteggerai (in parte) dai cambiamenti che ti spaventano, ma inevitabilmente ti separerai anche da tutti quelli che ti arricchirebbero in senso materiale e spirituale.
Riempire ogni angolo della nostra abitazione fino al punto che un nuovo oggetto in arrivo può solo essere inglobato in una massa informe di roba significa chiuderci alle possibilità della vita. Significa barattare l’opportunità di evolversi e scoprire, con la rassicurante certezza della stasi.

E non è solo una metafora.

Oltre a esprimere le nostre strutture mentali, la gestione del nostro spazio le influenza, nel bene e nel male. Se non c’è un buon ricambio di oggetti nel nostro spazio, così non ci sarà nella nostra vita un ricambio di persone, di idee, di attività. In questo modo, sottile ma concreto, gli accumuli ci allontanano realmente dalle opportunità migliori. E fanno anche di peggio. Passato un certo livello, io penso che arrivino a nasconderci anche i nostri veri bisogni. I nostri desideri. I nostri sogni.

L’oblio è una forma di difesa dal dolore: se riesco a dimenticare il desiderio, dimenticherò anche il dolore che provo a vederlo irrealizzato. Purtroppo, dimenticando il desiderio dimentico anche la possibilità di trasformarlo in realtà. L’accumulo difensivo ci porta a questo: a forza di riempire tutto di sassi comuni per non lasciare dei vuoti ansiogeni, finiamo per dimenticare che esistono i cristalli. Da lì in poi, la nostra spinta motivazionale si esaurisce, e la vita diventa sempre più un restare aggrappati ai sassi.

Non a caso, uno degli aspetti che trovo più tristi nel disturbo da accumulo è la staticizzazione della personalità: chi accumula tende a invecchiare senza mai crescere.

La capacità di rinnovarsi sembra inversamente proporzionale alla tendenza ad accumulare.

I casi di accumulatori più gravi che ho conosciuto sono tipi alquanto diversi. Ci sono accumulatori gioviali e malinconici, generosi e avari, metodici e spontanei, eccetera. Ma tutti hanno in comune una cosa: il fatto di restare ancorati alle loro convinzioni e luoghi comuni senza spostarsi di un millimetro, per decenni. Sono sempre gli stessi, solo più vecchi e più stanchi, le loro risposte sempre più inadeguate a una realtà in continuo cambiamento. Alcuni danno segni quasi inquietanti di rimuovere le nuove informazioni: se gli comunichi un messaggio che non rientra nei loro schemi – anche banali questioni pratiche – nel giro di qualche giorno è come se non ne avessi mai parlato.

A volte queste persone mi danno l’impressione di non essere del tutto vive. La vita, per definizione, si muove. Si trasforma, si evolve. A guardare certe persone eseguire gli stessi “programmi” mentali che qualcuno gli aveva caricato nell’hard disk cinquanta anni fa, senza che abbiano aggiornato un bit, viene da chiedersi se abbiano vissuto davvero, o solo tenuta accesa la macchina.

La maggior parte di noi non ha un problema di accumulo così grave, però vale la pena di chiedersi: se un disposofobico di quelli duri può entrare in questa sorta di animazione sospesa…

Cosa stanno provocando in me i miei accumuli?

Quali sono i pensieri che mi rinchiudono nei miei problemi?

Come posso restituire un po’ di fluidità alla mia vita?

Il primo passo, quello che vi propongo oggi, è restituire al vuoto il suo valore.

I vasi sono fatti di argilla,
ma è il vuoto interno che fa l’essenza del vaso.
Mura con finestre e porte formano una casa,
ma è il vuoto di essi che ne fa l’essenza.

Tao Te Ching, XI

Quello che ci sta dicendo il Tao Te Ching è che un recipiente ha valore solo in quanto può essere riempito. Quando viene riempito, ha esaurito le sue possibilità. Ecco perché è fondamentale mantenere sempre dello spazio libero nella nostra vita. E visto che abbiamo tirato in ballo il Taoismo, supremo nell’esprimere in modo semplice le verità più profonde, tanto vale metterla anche in termini di yin-yang: ogni pieno va bilanciato con un vuoto, altrimenti ne risulta una staticità contraria al fiorire della vita.

E sempre in vena di Taoismo…vogliamo buttarla anche sul paradosso?

Ok: la diminuzione è un aumento.

Poiché il decluttering comporta fisicamente l’eliminazione di oggetti, viene spontaneo associarlo a una diminuzione. E questo un po’ spaventa. Ma siamo in un’ottica sbagliata. Il decluttering va pensato come un aumento: l’aumento di tutte le cose buone da cui le nostre barricate di oggetti inutili ci tengono separati. Lo so, non è facile fare questa sorta di inversione.
In Fai spazio alla vita chiarisco il concetto con uno schema grafico molto semplice ma davvero illuminante; qui invece voglio aiutarti a farne esperienza diretta con un piccolo esperimento.


“Sono pronto per qualcosa di nuovo”

  1. Trova almeno uno e al massimo 3 oggetti che ti ricordano una fase passata della tua vita, con i suoi aspetti positivi e negativi, che però vuoi superare in modo definitivo, andare oltre. Non devono necessariamente essere oggetti di grande potere simbolico, qualunque oggetto che puoi associare a una versione superata di te stesso va bene.
  2. Parla agli oggetti che hai scelto. Esatto: parla agli oggetti. Puoi chiedergli ad esempio: chi sei? Come sei arrivato in casa mia? Quanto mi sei costato? Cosa mi hai dato in cambio? E così via. Se è un oggetto che ti è stato d’aiuto, ringrazialo e poi salutalo, augurandogli di passare anch’esso a una nuova e migliore fase della sua esistenza. Se non ti ha portato niente di buono, semplicemente annunciagli che il suo soggiorno nel tuo spazio è giunto a termine.
  3. Visualizza quegli oggetti. Vedili legati alle tue caviglie con corde o catene. Ora stai slegando i nodi, o rompendo le catene. Puoi procedere sulla tua strada libero dal peso di quegli oggetti ormai inutili.
  4. Sbarazzati degli oggetti nel modo più ecologico che puoi, ma comunque entro una settimana, a costo di bruciarli in cortile o nella stufa. In effetti, se sono oggetti che ti ricordano qualcosa di negativo, bruciarli può essere una buona idea. Il fuoco è un simbolo di purificazione molto forte. Qualsiasi cosa fai per liberartene, in quel momento rievoca la visualizzazione: vedi te stesso allontanarti dagli oggetti e dì/pensa: “sono pronto per qualcosa di nuovo”. 
  5. Nei giorni successivi, tieni gli occhi aperti. Osserva come si manifesta questo piccolo seme di libertà che hai piantato lasciando andare quegli oggetti.
    Quando una novità interessante, anche una cosa semplice, entra nella tua vita, ti ricorderai di pensare: se questo è l’effetto che fa con 1-3 oggetti, cosa può succedere con il decluttering di tutta l’abitazione?!?

In questo modo, non solo avrai alleggerito la tua vita di pesi inutili, ma avrai anche creato uno slancio motivazionale per continuare a liberare nuove risorse.

E se ti va, scrivimi il risultato dell’esperimento, anche direttamente nei commenti qui sotto! 🙂

Se questo articolo ti è piaciuto, sei ancora in tempo per iscriverti all’offerta di lancio del corso di decluttering presto in uscita con il form che trovi su questa pagina.

Anche per stavolta è tutto, grazie per l’attenzione e ricorda: con le mani piene non si prende niente!

Informazioni sull'autore

Stefan Vettori

Stefan Vettori

Penso che il mio viaggio nel Feng Shui sia iniziato quando, da piccolo, mi sono chiesto: ma perché le città sono tanto brutte? Possibile che non facciano stare male nessun altro oltre a me? Possibile che nessuno preferisca forme e colori più gradevoli, più morbidi?

26 commenti

  • Ci pensa il nostro governo a portarci via gli oggetti e i soldi per comprarli…comprese case automobili e oggetti di lusso che in anni di sacrifici siamo riusciti ad acquistare…Questa vostra crociata contro gli oggetti che occupano il nostro spazio mi sembra a dir poco ridicola..
    Avete mai visitato una casa di super ricchi americani letteralmente ingombra di oggetti di tutti i tipi dal valore di un dollaro a centinaia di migliaia di dollari?.O avete mai visitato una casa veramente povera del sud Italia dove lo spazio è veramente sgombro…di tutto anche quello che sarebbe strettamente necessario,compreso il cibo? Avete mai visto un super ricco con lo spazio ingombro di oggetti diventare povero,o piuttosto comprare un’altra casa da riempire di oggetti? O il poveraccio che vive in macchina o in un cartone diventare ricco e qualora succedesse non contornarsi di oggetti veramente inutili e magari di poco valore solo per riempire quel vuoto spaventoso in cui è stato costretto a vivere?…Se posso darvi un consiglio, puntate l’attenzione su altre cose…Tipo insegnateci come essere liberi dalle idee inutili come quelle che cosi tanto appassionatamente caldeggiate nel vostro sito….Grazie

    • Caro Wally,
      secondo me tu affronti il problema dal punto di vista sociale e i tuoi esempi si riferiscono secondo me a tempi e luoghi lontani dalla condizione media di noi occidentali. Che è quella di persone affannate a rincorrere nuovi oggetti che percepiscono come indispensabili fino al momento in cui li acquistano. Dopo un uso sommario e sempre più breve, questi stessi oggetti diventano inutile ciarpame e se sono costati poco, direttamente spazzatura. Tu non hai questo problema? Beato te! Ci spieghi come fai?

      • Cara Ilaria
        Io ho a che fare col sociale tutti i giorni e ti posso garantire che la condizione. sociale nel nostro paese è veramente pessima e molti operai delle coperative lavorano come delle bestie da soma per meno di 5 euro l’ora e mantengono,o almeno ci provano le famiglie ,affitti o mutui,bollette, tariffe varie,assicurazioni bolli,rate auto,e quando devono pagare la scuola dei figli o i vestiti e le scarpe dei bambini che crescono diventa un grosso problema..Ti posso garantire che la pizza per loro è un lontano ricordo altro che oggetti inutili e affannosa ricerca di qualcosa da buttare subito dopo…..Ti scrivo dalla ricca Emilia e dalla ricca Modena e questa situazione è praticamente la norma….Sono stato in Grecia povera derelitta mendicante e Atene sembra il centro di Modena…Negozi chiusi e file in parrocchia a cercare cibo….Per non parlare delle persone che hanno la sventura di ammalarsi ….visto che gran parte dei medinali anche indispensabili per asempio il collirio per bruttissimo malattie che portano alla cecità si pagano sprezzo pieno….Io non comperò a vanvera e quando ho di più lo dono con amore…per questo il problema per me non esiste…poi devo dire che ho visto molte mamme mangiare poco e male per non far mancare niente ai loro figli…Quando questi eroi si comprano qualcosa di ‘superfluo’ lo fanno come conquista e per riempire il vuoto squallido della loro faticosa esistenza….Tutto qui spero di non averti intristito …ti ho soltanto raccontato una realtà che forse tu non vedi e non vivi…Beata tè
        Grazie per avermi dato la possibilità di spiegarmi
        Wally

        • Scusa Wally, ma forse qui c’è un equivoco.
          Che ci siano sempre più persone che soffrono per il troppo poco è un fatto evidente, ma che piaccia o no, ce ne sono anche molte che soffrono perché non riescono a gestire un troppo.
          Sappiamo tutti che lavorare per quattro soldi e non averne per le medicine è un problema più grave che dover gestire oggetti in eccesso. Anche io ho vissuto queste situazioni, anche in prima persona. E allora? Questo non significa che l’accumulo cronico di oggetti non sia un problema rilevante per molte persone, che infatti si iscrivono a centinaia alla lista del corso.

          Forse queste persone e i loro problemi meritano disprezzo perché esistono al mondo problemi più gravi?

          Perché se la mettiamo così, anche i problemi del sociale italiano scompaiono di fronte alle guerre e ai genocidi attualmente in atto in varie parti del mondo. Vogliamo dire a chi non arriva a fine mese e protesta contro certe politiche italiane che le sue sono “idee inutili” perché non sta parlando della Siria o del traffico di organi o della pedopornografia o che so io?

          Peraltro, la disposofobia può causare problemi economici, familiari, relazionali e psicofisici molto più gravi di quanto si pensi, come può facilmente verificare chiunque voglia leggere la ricerca in materia. Tanto per dire, io stesso ho avuto in famiglia non una ma due persone che hanno rischiato di BRUCIARE VIVE per un problema di accumulo. Come ti sembra rispetto a essere disoccupati?

          Ogni problema è discusso nel contesto appropriato dalle persone che lo vivono con più urgenza. Questo è un sito sul rapporto tra spazio e benessere psicofisico, e di questo si parla, senza nulla togliere ai problemi certamente importanti che segnali.

          • Conosco e pratico il feng shui da molti anni e questo accanimento pseudo esoterico sull’esagramma 41 mi sembra fuori luogo…I problemi che vuoi trattare devono essere trattati nelle sedi competenti..
            Psichiatri e psicologi…Considero il feng shui una filosofia che ha reso grande il popolo cinese fino a che non è finito in mano a Mao, e per tagliare corto quello che vorrei da voi è nelle regole del feng shui…Cioè il metodo per riempire ciò che è già troppo vuoto…trovare un lavoro soddisfacente far funzionare un’attività trovare la persona giusta con cui condividere la vita e anche begli oggetti con i quali condividere lo spazio per arricchirsi di arte di musica di bello insomma…Quello che tento di dirvi è che in questo periodo di crisi feroce il problema non è svuotare ma riempire…Mi sembrate fuori dal tempo e distaccati dalla realtà… Cercavo da voi che Vi professate studiosi che hanno imparato a rendere semplice questa disciplina così diffile e contraddittoria una via più semplice per riempire la vita di tanti e non per curare le manie compulsive di pochi che ripeto hanno bisogno di professionisti di altro genere..
            Scusate la franchezza ma non sono per niente d’accordo con voi e questo insegnare a svuotare credetemi è inutile…Ci pensa il governo…Quindi animo!!! Insegnateci a riempire i nostri vuoti lavorativi economici affettivi poi sei compriamo qualcosa in più faremo crescere il PIL e daremo da lavorare a chi non ce l’ha…
            Grazie

          • Personalmente credo che chiedere al Feng Shui di risolvere i problemi della crisi nell’Italia del 2015 sia meno realistico che dare consigli pratici su come domare l’alluvione di oggetti che in molte case, credimi tu, è una realtà sofferta. Comunque, ognuno ha diritto alla sua opinione. Grazie per il tuo contributo.

  • Il commento io l’ho fatto ma siccome vi mette in discussione e non avete voglia di farlo..probabilmente è stato cancellato….Il vostro feng shui non prevede discussioni democratiche, né persone che non la pensano come voi……Siete legati ad una vostra filosofia che non prevede commenti di nessun tipo se non, eventualmente, complimenti e ringraziamenti….Ripeto: insegnateci a liberarci dalle idee precotte e a pensare con la nostra testa…….Solo cosi si potrà raggiungere la vera gioia della libertà e la vera abbondanza….Grazie

    • Ciao Wally,
      capisco benissimo il tuo punto di vista, i problemi che citi sono reali e gravi, quello che capisco meno è perché ti aspetti di vederli trattati su un sito di Feng Shui.

      In ogni caso, il problema degli oggetti in eccesso non colpisce solo i ricchi, anzi, molti disposofobici vivono gravi disagi economici proprio per via del continuo raccogliere e comprare. Dal mio punto di vista, l’accumulo di cose inutili – strettamente legato al consumismo – è in realtà un sintomo di un’economia malata, di un rapporto problematico con i beni materiali che volenti o nolenti ci coinvolge tutti, e che è in fondo alla radice dei problemi di cui parli.

      • Le idee che ha senso seguire,e io pensavo che il feng shui lo fosse,dovrebbero tendere ad insegnare all’uomo la libertà dal bisogno,la gioia,l’abbondanza la libertà in senso lato…e io richiedo queste cose anche a voi e noi delle inutili dissertazioni sull’esubero di oggetti che addirittura sarebbe la causa di tutti i mali…obesità,povertà, malattia…Mai sentito parlare di disoccupazione perche le aziende chiudono ,dato che sempre meno persone hanno i soldi per comperare oggetti,sia inutili che utili,?Si può affermare vedendo in giro quello che sta succedendo che dei vostri corsi di decluttering non abbiamo nessun bisogno avremmo bisogno invece e il feng shui lo può fare di corsi per imparare l’abbondanza e la libertà..
        Speravo di aver trovato un sito chiaro per la mia passione sul feng shui invece mi ritrovo propinate le solite stupidate pseudo esoteriche…E in più mi sento rispondere che i mali del mondo dipendono dall’accumulo di oggetti.
        Aprite gli occhi e provate a guardare ,non dico a 360gradi ma almeno a trenta e ripeto Insegnate ci chiaramente quello che sapete del feng shui disciplina meravigliosa, senza fissare l’attenzione solo su una errata e soggettiva interpretazione dell’esagramma41
        Grazie

  • Articolo molto convincente e che condivido in ogni punto. E’ vero con le mani piene non si prende nulla. Avevo per anni oggetti ammucchiati e ancora ci sono degli angoli nella mia casa dove tendo ad ammucchiare. Un giorno cominciai a buttare le cose inutili, ad impachettare quelle che volevo tenere pronte per una nuova collocazione già in progettazione. Appena liberatami degli oggetti inutili ed impacchettato quelli che volevo tenere si sono realizzate cose che da tanto tempo volevo e si sono realizzate anche velocemente.
    Grazie per gli articoli che scrivi.
    Cordialmente Caterina

    • Ciao Caterina, grazie a te!
      Vero che l’effetto dell’eliminazione sembra quasi magico?
      È una cosa che bisogna aver
      provato per convincersi del tutto, per questo ho proposto questo esperimento.
      A presto!

  • Ho fatto un falò catartico proprio ieri con vecchie carte, bollette, appunti… Uuuuh che sollievo! Oggi però mi è arrivata la comunicazione della Telecom che la Banca non ha pagato la bolletta del 3° trimestre 2014. Ho l’addebito su c/c quindi nessuna responsabilità, solo un intoppo del sistema bancario. Così ho dovuto rimediare. Che ci sia una relazione? Non so. Vi faccio sapere cosa succede nei prossimi giorni, comunque sono fiduciosa.

    • Bello dare fuoco alle zavorre eh? 🙂
      Come farsi una doccia all’anima…

      Per le novità in arrivo, non possiamo aspettarci che siano sempre tutte belle, la vita non è fatta di linee pulite quanto di sfumature… e poi, un misto di novità brutte e belle è sempre meglio che avvizzire in un sarcofago di cose, idee, relazioni e abitudini immutabili.

  • Molto bell’articolo, che condivido in pieno. Da anni combatto contro le mie paure (sono un’accumulatrice, non solo di oggetti, ma anche di informazioni), riesco a tenerle a bada perché sono tendenzialmente organizzata e ordinata, ma quanta fatica mi costa! Soprattutto dato che trasloco spesso. Mi piacerebbe superarle. Per il momento seguirò i vostri articoli e farò gli esperimenti, ma… come faccio per trovare un nuovo lavoro?

    Un caro saluto,
    Ithunn

    • Ciao Ithunn, sul lavoro non saprei, è un problema che non si può affrontare in modo diretto con il decluttering…certo che – a parità del resto – cercando lavoro con la lucidità mentale che ti dà uno spazio libero e ordinato hai più probabilità di trovarlo che se fossi annebbiata e irritata dal vivere in uno spazio soffocato e soffocante, questo è poco ma sicuro. E poi, spesso quello che ci separa da una situazione finanziaria più confortevole è semplicemente una buona idea o un buon incontro, e rimuovere i blocchi dal tuo spazio può catalizzare una rimozione dei blocchi dalla tua vita.

      Per i traslochi, invece, posso dirti che sono essi stessi ottime opportunità per una “revisione” dei nostri averi. Il trasloco è un’occasione in cui riprendiamo in mano tutti gli oggetti che normalmente “sedimentano” negli strati profondi e dimenticati del nostro spazio (e della nostra mente!). Visto che tanto è una faticaccia comunque, tanto vale andare fino in fondo e lasciarci dietro tutto quello che non ci aiuterebbe nella nuova fase!

  • Per chiudere il discorso..Il mio maestro mi ha insegnato che pur tenendo tra le mani un sassolino verde sperando che si trasformi in uno smeraldo,nel momento in cui avrei trovato un vero smeraldo l’avrei riconosciuto e avrei lasciato senza indugio il sassolino verde per tenere stretto lo smeraldo…magari sognando che si potesse trasformare in un diamante…L’uomo riempie lo spazio intorno a lui per colmare un vuoto affettivo,ma non appena il vuoto si riempie di amore o di un’idea che riempie la vita gli oggetti ritornano ad essere oggetti e meritano però la nostra riconoscenza e il nostro affetto,meritano un museo dedicato a loro perché ci ricordano dove eravamo e dove siamo arrivati.Non sono colpevoli del nostro dolore o del nostro insuccesso, ma sono le nostre coccole personali i nostri sassolini verdi che hanno tutto il diritto,visto che ci hanno sostenuto nei momenti dolorosi, di essere esposti insieme ai nostri smeraldi…Grazie

    • Sì Wally, credo che per alcuni aspetti tu abbia ragione. Infatti qui non si tratta di disprezzare le cose semplici, buttare tanto per buttare, con l’obiettivo di vivere nel vuoto. Per me si tratta di percepire la mia casa in modo nuovo, come un’estensione del mio corpo e della mia anima. Quindi riconoscenza e rispetto non devono mancare. Grazie per avermelo ricordato.

  • sicuramente la pulizia genera senso di benessere, di rinnovo perciò penso che anche il decluttering abbia di conseguenza un effetto benefico sulla psiche; ho invece un problema più importante da chiedervi è possibile che nella casa in cui vivo c’è sempre qualcuno che si ammala? non ci sono nemmeno molte persone che la frequentano!

    • Ciao Anna,
      grazie per il commento.
      Sicuramente i fattori ambientali – inclusa quindi l’abitazione – hanno una forte influenza sulla salute. Purtroppo sì, ci sono case in cui ci si ammala più facilmente che in altre. La cosa però potrebbe dipendere da aspetti molto diversi, per esempio dall’inquinamento elettromagnetico, dalla presenza di disturbi a livello geobiologico, o magari dalla qualità dell’acqua nella tua zona, e naturalmente dal Feng Shui in senso stretto. Se vuoi andare a fondo, ti consiglio una consulenza, il preventivo è completamente gratuito e senza impegno.

    • Scusa Anna ma mi stupisce quello che hai scritto: frequentare le persone non ho mai sentito che porti ad ammalarsi, semmai il contrario!

  • Io credo che qualsiasi oggetto porta dentro di sé il valore che noi stessi gli diamo.
    Non sono assolutamente pratica del feng shui, non ne avevo mai nemmeno sentito parlare, ma ho trovato davvero interessante l’articolo. Da un lato tutti gli oggetti, ma come di oggetti si può parlare anche di pensieri, emozioni, risentimenti, che ci portiamo dietro come zavorre, sono d’intralcio alla nostra vita; non ci permettono di vivere a pieno il presente e di arricchirci di cose migliori. Ma da un altro lato io considero il mio passato, e un oggetto che si identifica con una parte di esso, come fondamentale per testimoniare che io in effetti sono così per un motivo. Ho dato a quel particolare oggetto, pensiero o emozione un’attenzione che mi ha permesso di essere ciò che io sono ora.

    Il vero problema della società odierna è questo, noi ci identifichiamo con i nostri averi, e non con noi stessi. Siamo dei classisti: io sono ricco perché ho una casa grande, perché ho molti soldi; io sono povero perché non ho una casa, non ho i soldi, non ho un lavoro….

    continuamente noi abbiamo, invece di essere.

    Grazie per la condivisione!

  • Salve …scusate mio italiano , è da poco che ho scoperto il feng shui e ne ho proprio bisogno de sgomberare casa..soprattutto de tessuti e vestiti vecchi. Tanti anni fa riempivo mio vuoto esistenziale con vestiti, scarpe … fino quando ho conosciuto mio marito e la mia vita è cambiata tanto. .al punto de rendermi conto che la mia strada era fare abiti (ecco perché non mi riempivano quelli comprati) ma adesso mi ritrovo con tantissimi capi..anche acquistati di seconda mano al mercato con il fine di disfarli e fare pratica. ..ho cominciato a notare che ho delle bellissime idee ma non li riesco a mettere bene in pratica.i. e il mio sesto senso mi dice che tutto quell’accumulo di tessuti è il vero blocco… allora la mia domanda è… cosa fare? Butto o metto in cantina. ..una parte di me vuole buttare-regalare-donare… ma l’altra mi dice che quei pezzi mi potranno servire per la pratica… ragazzi aiutoooo… ho cominciato già a buttare le cose in giro che non servono a nulla. Ma sul tessuti non so cosa fare.. grazieee e scusate di nuovo per mio pessimo italiano

    • Buongiorno Yenise,
      nel tuo caso si tratta di una collezione di abiti per motivo professionale. Io sospetto che il motivo reale per cui non riesci ancora a sistemare bene i tuoi abiti, sia che non ti è ancora chiara la relazione tra la tua attività di creatrice di abiti, il tuo eventuale altro lavoro e/o la tua situazione di vita. Nel tuo caso, comunque, la soluzione è facilitata perché, come dicevo, si tratta di una collezione sicuramente di tipo personale, ma con finalità anche professionali. La prima cosa da fare è definire uno spazio ben specifico dedicato al tuo lavoro (a casa oppure in un altro luogo). La seconda è adibire una parte di questo spazio a collezione o raccolta esemplificativa. Una volta definito lo spazio, tieni solamente tutti i pezzi che riescono a stare in quello spazio. Gli altri, li puoi vendere o regalare.
      Se ritieni che la tua collezione meriti più spazio di così, dovrai ridiscutere necessariamente lo spazio complessivo dedicato alla tua attività e quello dedicato alla tua vita privata. Quindi il discorso torna all’inizio! Buone feste e a presto

  • Grazie! Grazie perché finalmente ho capito che da anni mi sono circondata quasi unicamente di oggetti (mobili e abitazione compresi) che non ho scelto io ma che semplicemente mi sono capitati, alcuni perché sono dei regali veri e propri, altri perché “potevano servire” (ovvero “non buttarlo che mi arredo il seminterrato”)! Dopo essermi separata da mio marito ho lasciato a lui l’abitazione principale spostandomi io nel suddetto seminterrato e portando con me solo i miei oggetti personali proprio per voler chiudere completamente con il mio passato e con tutto ciò che mi legava a lui. È stato solo dopo che ho conosciuto il decluttering e ho iniziato a praticarlo che mi sono resa conto che tutto ciò che mi stava bloccando e mi impediva di evolvermi e di riprendere in mano la mia vita era tutto questo insieme di cose non scelte da me ma tenute solo perché le avevo, perché erano già qui, e continuamente pensavo di dipingerle e/o di trasformarle per adattarle alle mie esigenze e ai miei gusti ma non ero mai contenta, oggi decidevo e il giorno dopo avevo già cambiato idea. Stesso problema per la scelta del lavoro, so fare tante cose e non so decidere cosa vorrei fare davvero. Da quando ho iniziato a fare decluttering inizio a sentirmi sempre più leggera e provo ogni volta un desiderio di buttare fuori tutto, o quasi, dalla mia abitazione, ho capito che mi sono sempre accontentata mentre avrei dovuto scegliere, ho capito quanto tutto questo si relaziona con il mio carattere e con la mia vita, e ho capito finalmente che la cosa fondamentale da fare è mettere in vendita questa casa con tutto il terreno circostante dopo che avrò completato con il decluttering esternamente. Sono convinta che il decluttering ai giorni nostri sia una vera cura, io lo consiglio a tutte le persone che conosco. Grazie per i vostri articoli . Grazie perché attraverso questo sito state operando per il bene degli altri facendo bene a voi stessi, e credetemi, anche questo mi insegna davvero tantissimo.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.