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Il Feng Shui delle case TROPPO grandi – approfondimenti

Sembra che il mio precedente post sulle case troppo grandi abbia pizzicato le corde di molti, quindi ho pensato che poteste trovare interessante un piccolo follow-up.

Qualcuno, come Ilaria, si ritrova perfettamente nella situazione descritta:

Ciao, grazie per lo splendido articolo.
È proprio la mia/nostra situazione.
Abbiamo una casa di campagna di 400mq circa + 1 annesso, che in parte è adibita all’accoglienza degli ospiti dell’agriturismo (2 stanze + 2 miniappartamenti). Mi riconosco perfettamente nello stato di ansia che descrivi perché anche qui ‘non è mai finita’ cioè appena una parte è sistemata e piacevolmente in ordine bisogna subito ricominciare da un’altra. Poi finita la nostra confusione inizia quella degli ospiti che gravano molto sui nostri spazi perché è tutto molto intercomunicante.
Così diventa anche la vita. È proprio vero!

Altri invece ci hanno scritto notando che in molti casi di loro conoscenza una casa grande non sembra aver dato i problemi di cui ho parlato.
Alessandro per esempio scrive:

Faccio riequilibri ambientali da molto tempo ed ho riscontrato grandissime alterazioni in ambienti di qualunque grandezza. Esiste, da considerare sempre, un altro fattore….chi abita all’interno delle abitazioni, persone con gusti ed abitudini molto differenti […] 

Infatti il punto è proprio questo. Non è (solo) questione di quanto la casa è grande in assoluto, ma di quanto è grande rispetto alla costituzione psicofisica della persona. Nel Feng Shui, raramente è importante il dato assoluto, è quasi sempre questione di relazioni. È chiaro poi che gli effetti di un’abitazione non dipendono esclusivamente dalle dimensioni, altri fattori possono sicuramente alterare gli effetti che descrivo nell’articolo, e meno male! Altrimenti, nella maggior parte dei casi non potremmo nemmeno intervenire.

Anche tra chi ci segue da più tempo qualcuno si è sentito chiamato in causa…

Giorgia mi scrive:

Ciao Lorenzo, molto bello il nuovo articolo!
Io ti scrivo da una casa con 2 pareti completamente vetrate! 😀
Ma grazie anche ad una serie di piccoli accorgimenti e una tartaruga power, non soffriamo di questo..
[…]
Mi chiedo, e ti chiedo, visto che mi dicevi che hai visionato diversi casi su qst argomento, se fa più la differenza l’equilibrio dell’asse primario e cmq una super tartaruga anche se bilanciata da una fenice parigrado, o in questo caso è di primaria importanza la forza della persona?
Rifletto anche sul mio caso che non ti ho detto ma può rientrare nella casistica grazie alle due mega vetrate – 5x3m e 3×4 in fenice NW e almeno altrettanto nel drago SW –  siamo tre appartamenti uno sull’altro tutti e tre molto aperti, il mio più di tutti.
Tutti appartamenti sopra i 100mq, con un giardino tutto intorno di più di 1000.
Il territorio da controllare è molto grande ma al contrario pareti vetrate che ci danno visibilità danno più la sensazione di aiutarci a controllarlo..
Ma se faccio un totale ci abitiamo in 7 (contando anche mia figlia) – i miei genitori sotto, io e family a metà e mia sorella e compagno sopra.
Assolutamente vero che abbiamo una montagna come tartaruga e un lago per fenice, così come vero è che ci dividiamo l’onere del controllo.
Potrei dire che forse rappresentiamo l’esempio contrario…personalmente non mi spiacerebbe una stanza in più. Però ci sono moltissime condizioni di contorno che rendono diversi gli effetti di una casa che diversamente avrebbe un Feng Shui disastroso e mi chiedevo secondo il tuo punto di vista quali sono le condizioni necessarie a far verificare la possibilità di una buona vita in questi ambienti.
Servono davvero tutte quelle che ti ho elencato?
Ci aggiungerei la distribuzione delle funzioni!

Giorgia ha gentilmente acconsentito a pubblicare le foto della sua casa:

Retro della casa

La casa vista di fronte

La vista dalla facciata

Ok, una cosa alla volta…

Fa più la differenza l’equilibrio dell’asse primario e cmq una super tartaruga anche se bilanciata da una fenice parigrado, o in questo caso è di primaria importanza la forza della persona? 

Sicuramente – e questo vale nel Feng Shui delle abitazioni in generale – è meglio che una Fenice molto lunga/aperta sia bilanciata da una Tartaruga molto forte (che non significa necessariamente alta). Attenzione però, questo non cambia il fatto che, nel suo complesso, questa abitazione manda all’organismo sollecitazioni più intense di una con un asse fronte-retro altrettanto bilanciato ma più “soft”, il che può essere favorevole o sfavorevole a seconda delle persone che la abitano.

Una costituzione forte non solo tollera bene le sollecitazioni, ma anzi può sentirne il bisogno, come un cane che deve essere portato a correre tutti i giorni. Una costituzione più delicata invece può soffrire di impulsi troppo intensi, anche quando sono ben bilanciati. Immaginate un bilanciere, di quelli che si usano per il sollevamento pesi: se il peso è lo stesso su entrambi i lati ovviamente è più facile maneggiarlo…ma resta il fatto che se è troppo pesante, è troppo pesante.
Per fare la prova del nove, basta che visualizzi una situazione analoga ma più estrema: prova a pensare di abitare da sola in una casa simile, ma grande il triplo, appoggiata a una delle montagne più alte del mondo, come un monastero himalayano, con una vista che nei giorni limpidi anziché un lago vedi tutta la Cina fino al Mar del Giappone…

Però ci sono moltissime condizioni di contorno che rendono diversi gli effetti di una casa che diversamente avrebbe un Feng Shui disastroso e mi chiedevo secondo il tuo punto di vista quali sono le condizioni necessarie a far verificare la possibilità di una buona vita in questi ambienti. 

Servono davvero tutte quelle che ti ho elencato?

Premetto che secondo me 100-120 mq per due-tre persone non risulta, mediamente, una casa troppo grande. Conosco persone che ci starebbero giusto giusto comode da sole. Anzi, per la precisione non ricordo di avere mai visto una casa di quelle dimensioni dare i problemi di cui parlavo, quindi mi spiace ma per il concorso di ansietà da spazi aperti non ti candidi neppure 🙂

Scherzi a parte, capisco che il tema sollevi dubbi e curiosità, in effetti ci sono molti elementi che possono rendere uno spazio molto grande più tollerabile, o al contrario accentuarne l’effetto ansiogeno e stressante.

1. La percezione della grandezza non si misura solo in metri quadri
Prima di tutto, il fatto che la casa di la sensazione di essere troppo grande per poterla controllare non dipende esclusivamente dalla metratura: bisogna considerare anche la grandezza dei singoli vani, l’altezza dei soffitti e l’area delle superfici vetrate.

È chiaro che in un salone da 40 mq alto cinque metri con tre enormi porte finestre ho una sensazione di “esterno” maggiore che in due stanze da 20mq, con soffitto di tre metri e finestre normali.

Probabilmente anche il fatto che l’abitazione sia divisa su più piani può accentuare il problema: quando sono al primo o secondo piano di un edificio ho la sensazione che le stanze al piano terra siano più difficili da controllare che se si trovassero sullo stesso piano.

2. Oddio…da che parte è la cucina?
La distribuzione delle funzioni è un aspetto molto importante del Feng Shui di un’abitazione, e può in effetti accentuare il problema di cui parliamo, semplicemente perché più due funzioni tra loro legate sono lontane (per esempio la lavanderia e la cabina armadio, o la cucina e la dispensa), e più è lungo il percorso che sono obbligato a fare. Questa situazione crea irritazione già in case di dimensioni normali, in quelle molto grandi può amplificare di molto il problema.

3. Più l’area è popolata, più sale la competizione per il territorio
La casa di Giorgia si trova su un territorio a densità di popolazione relativamente bassa. Questo significa che la competizione per la conquista di uno spazio personale percepita dall’animale interno è più bassa. Se la stessa abitazione si trovasse nella periferia sovraffollata di una grande città come Milano o Roma, la “pressione” percepita dall’esterno sarebbe di gran lunga maggiore. La soluzione delle pareti vetrate, per esempio, non verrebbe neppure presa in considerazione per motivi di privacy. Il che ci porta a…

4. La forza dei confini
Il principio qui è molto semplice: più il confine del mio territorio personale appare fisicamente resistente a potenziali attacchi e intrusioni, più mi sento al sicuro al suo interno. 

L’antica casa romana doveva proteggere gli occupanti da un ambiente esterno molto più pericoloso di quello delle odierne città occidentali. Proprio come quella cinese, riceveva luce e aria dalla corte centrale, e aveva pareti esterne molto spesse e prive di aperture, o con aperture così piccole da non lasciar passare un uomo.
Mi sembra evidente che, a parità di dimensioni, una abitazione di questo tipo dia maggiore sicurezza rispetto a una che ha grandi finestre e porte finestre su tutti i lati senza altra protezione che il vetro!

5. La Tartaruga dell’abitazione
Sicuramente, una casa che abbia sia problemi di dimensioni, sia una Tartaruga debole, è in una situazione peggiore che se avesse una Tartaruga solida. L’assenza di una Tartaruga forte può ovviamente dare problemi di per sé, ma quando le dimensioni dell’abitazione creano già una sensazione di “essere esposti”, i problemi della Tartaruga debole e delle dimensioni eccessive si amplificano a vicenda.

6. La “Tartaruga” personale e sociale
In un caso come quello di Giorgia, il fatto di vivere in stretta prossimità dei familiari cambia tutte le carte in tavola. Di fatto, questa situazione crea una piccola comunità, in cui ogni membro ha la sensazione che ci sia sempre una “vedetta” pronta a dare l’allarme e che, in caso di bisogno, i rinforzi possono arrivare nel giro di pochi secondi, cosa che ovviamente non è vera per una bambina sola in casa.

Anche qui, basta un po’ di immaginazione per afferrare il concetto. Immaginate di abitare da soli – o anche con coniuge e figli – in un appartamento di dimensioni già di per sé ansiogene, in una città densamente popolata dove le invasioni domestiche e i crimini violenti sono all’ordine del giorno. Immaginate di non conoscere nessuno né nel quartiere, né nel condominio.
Ora immaginate che l’intero condominio sia abitato esclusivamente da vostri familiari e amici con cui avete rapporti di stretta fiducia e lealtà. Non vi sentireste molto più tranquilli? Non sentireste di avere “le spalle coperte”?

Il Feng Shui si concentra sulla fisicità degli spazi, ma non può prescindere da altri fattori che incidono sulla percezione dell’ambiente a livello animale. Le relazioni sociali di base sono sicuramente fra questi. L’effetto “branco” può cambiare drasticamente le sensazioni date da un ambiente. E parlando di strutture sociali arriviamo a…

7. Delegare il controllo
Esiste anche la possibilità di controllare il proprio territorio in modo indiretto, cioè tramite dei “guardiani” a noi fedeli. Pensate a un antico signore o re che abita un palazzo di decine o centinaia di stanze. Il classico “signore del maniero” deve controllare un territorio enorme, eppure non gli dà nessun problema, perché?

Semplicemente perché si trova in cima a una gerarchia, gerarchia che ai livelli bassi include decine di soldati e servitori, costantemente attivi sul territorio e pronti a difenderlo in sua vece.

Lo stesso principio vale oggigiorno, quando un territorio viene pattugliato da guardie del corpo, personale di servizio, o – nei casi più comuni – un cane da guardia. Attenzione però, il terreno qui si fa scivoloso… anche controllare cani e dipendenti, infatti, richiede forza interna: quante volte succede che un cane feroce preso come animale da compagnia aggredisca le persone sbagliate perché è stato abituato in modo scorretto? Tenere un cane non è uno scherzo ed è una possibilità che va valutata anche secondo criteri che esulano dal Feng Shui. Pur necessitando a sua volta di forza interna, comunque, controllare dipendenti e cani da guardia ne richiede pur sempre meno che controllare un territorio sproporzionatamente grande.

Come vedete, il Feng Shui non si può ridurre all’applicazione meccanica di schemi e regole: perfino per un parametro apparentemente così semplice come quello delle dimensioni, i fattori in gioco sono molti più di quanto può sembrare a un occhio inesperto.

Come sempre, se avete esperienze interessanti a riguardo, siete invitati a condividerle nei commenti qui in basso!

Informazioni sull'autore

Stefan Vettori

Stefan Vettori

Penso che il mio viaggio nel Feng Shui sia iniziato quando, da piccolo, mi sono chiesto: ma perché le città sono tanto brutte? Possibile che non facciano stare male nessun altro oltre a me? Possibile che nessuno preferisca forme e colori più gradevoli, più morbidi?

5 commenti

  • Scusate non potreste essere + sintetici?
    Poi non ho capito nulla di tutta questa storia della tartaruga… la fenice…
    Ho capito invece che le variabili sono tante.
    Grazie lo stesso.
    Ilaria

    • Ciao Ilaria, è difficile essere sintetici in una richiesta di approfondimento… Certo abbiamo introdotto alcuni termini che forse non tutti conoscono, come asse primario, Tartaruga Nera e Fenice Rossa, ma non ti preoccupare troppo. Si tratta di termini tecnici del Feng Shui, che ricorrono qui e là negli articoli – se ne hai già letti altri.

      Certo, le variabili sono tante, di solito sono di più di quelle che si possa pensare quando si analizza un edificio.

      Per tutte le tue altre domande ti abbiamo inviato una e-mail.
      Saluti, Stefan

  • Questione di gusti Ilaria, io me lo sono letta tutto d’un fiato e ho adorato i dettagli, le foto, ogni spunto. Fosse per me direi “ancora, ancora!” . E spero che accontenteranno entrambe 🙂

      • Buongiorno Antonietta e Flavia,

        sì, abbiamo in programma la pubblicazione di parecchi altri articoli dove molti dei concetti esposti saranno ampliati, e altri nuovi saranno introdotti.
        Se non avete mai letto un libro di Feng Shui, e non conoscete alcuni termini base, non vi preoccupate troppo perché leggendo all’interno degli altri articoli del Blog potrete trovare ampie spiegazioni. In ogni caso, per aiutare la lettura dell’articolo, chiarisco che:

        – la conformazione della Tartaruga Nera è sostanzialmente associata alla retro dell’edificio, più tranquillo, meno utilizzato e di solito esteticamente meno decorato;

        – la conformazione della Fenice Rossa è opposta alla Tartaruga Nera e indica invece la zona su cui si affaccia l’edificio, che di solito dovrebbe essere più aperta, più attiva ed eventualmente a livello più basso del retro;

        – l’asse primario è l’asse che collega la TN con la FR, cioè l’asse associato alla polarità dietro-davanti, retro-facciata.

        Adesso dovrebbe essere tutto più chiaro!
        Saluti,
        Stefan

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